Sant' Orsola
Giovanni Lanfranco
Palazzo Barberini
La Sant'Orsola venne commissionata al pittore Giovanni Lanfranco dal "carrettiere" Giacomo Simonelli, operante sotto Paolo V prima e Urbano VIII poi, e arricchitosi col trasporto delle derrate alimentari. L'occasione fu la realizzazione di due tele per la cappella di famiglia in Santa Marta in Vaticano: la prima raffigurante la Vergine con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Antonio Abate, la seconda la nostra Sant'Orsola. La tela con la santa venne trasferita a seguito della costruzione dell'edificio del Governatorato, con la conseguente distruzione della chiesa di Santa Marta (1630).
L’artista fa della principessa una figura granitica grazie allo smalto dei colori, alla veste aderente al petto come un’armatura, e al vessillo rosso fuoco che le infonde un grande soffio vitale.
Dal Trecento in poi Sant’Orsola entra
nell’iconografia come la principessa bretone cristiana data in sposa a un re
pagano e che prima di accettare, pone delle condizioni: un pellegrinaggio a
Roma in compagnia del futuro marito e di migliaia di vergini. Sulla via del ritorno
a Colonia fu trafitta dalle frecce degli Unni di Attila, il
“flagello di Dio”.

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