Cupola - Assunzione di Maria Vergine
Giovanni Lanfranco
Basilica di Sant'Andrea della Valle
La grandiosa cupola, seconda a Roma per dimensioni solo a quella di San Pietro in Vaticano, venne portata a compimento nel 1623. Il cardinale Ludovisi, nepote del neoletto Gregorio XV, fece pressioni per far sì che tribuna e cupola fossero dipinte dal suo artista prediletto, Domenichino, ma il cardinal Montalto optò per un compromesso affidando la cupola a Giovanni Lanfranco (che aveva già dato prova del suo valore nel magnifico affresco illusionistico del Concilio degli dei nel Casino Borghese) mentre i pennacchi e la volta dell'abside a Domenichino.
I due artisti erano entrambi emiliani ed allievi di Annibale Carracci. Al vertiginoso vortice di figure di Lanfranco, Domenichino avrebbe opposto le sue composizioni improntate da una classica monumentalità e pacatezza.
L'affresco, che si dispiega su 622 metri quadrati di superficie, rappresenta l'Assunzione della Vergine nella gloria del Paradiso. Lanfranco ha ideato una composizione articolata su tre livelli, la cui vicinanza da chi osserva l’affresco è inversamente proporzionale alla loro posizione nella gerarchia religiosa: al primo gli esseri umani, la Vergine in Assunzione circondata da santi; al secondo le Schiere celesti rappresentate da un cerchio di angeli musicanti; al terzo, ancora più in alto, nella lanterna della cupola, appare Dio Figlio, in forte scorcio.
La protagonista dell’intera scena è indubbiamente Maria, facilmente individuabile grazie a pigmenti più scuri e alla posizione più alta rispetto ai santi che la circondano.
A fianco della Vergine, inoltre, appaiono importanti figure dell’ordine: il fondatore Gaetano da Tiene e Andrea da Avellino, appena beatificato (1624), introdotto al cospetto della madre di Cristo da Sant’Andrea apostolo.
Nessun commento:
Posta un commento